Web 2.0: media sociali vs media tradizionali

the future is green

Web 2.0 ha rivoluzionato il modo di fare informazione. Si è passati dall’approccio “top-down” dei media tradizionali, ai contenuti prodotti “dal basso”, in cui gli utenti diventano fruitori e produttori del servizio allo stesso tempo. Si apre una nuova stagione fatta di “user generated content” (contenuto prodotto dall’utente) e di “citizen journalism” (giornalismo partecipativo) in cui i contenuti e le scelte spesso divergono da quelle dei media tradizionali. Scopo del presente articolo è quello di evidenziare le principali novità introdotte da Web 2.0; rilevare le differenze tra i media tradizionali e i cosiddetti “social media” e ipotizzare quale sarà il loro ruolo in futuro.

 

1. Web 2.0 e la rivoluzione dell’informazione

Web 2.0 è un’espressione coniata da Tim O’Reilly nel 2004 per indicare una seconda generazione di servizi in rete che consente alle persone di collaborare e condividere informazioni online.

Le caratteristiche chiave del Web 2.0 sono:

  • Il Web come piattaforma.
  • I dati come forza trainante.
  • Connessione tra utenti grazie ad architetture di partecipazione che consentono il contributo degli utenti.
  • Innovazione assemblando sistemi creati da sviluppatori distribuiti indipendenti (es. Opensource).
  • Miglioramento continuo di contenuti e conoscenze (es. articoli di wikipedia o versioni di software Open Source continuamente implementate).

Il Web 2.0 è una nuova frontiera della rete in cui le parole chiave diventano condivisione e partecipazione. Gli utenti si trasformanno da semplici fruitori di contenuti preconfezionati dall’alto ( approccio “top-down” dei media tradizionali ), in creatori di informazioni e contenuti che vengono continuamente utilizzati e/o aggiornati da altri utenti (approccio “bottom-up” dei media sociali).

Questo aspetto ha rivoluzionato il mondo dell’informazione dando vita a varie forme di costruzione condivisa della conoscenza come il giornalismo civico e partecipativo (“citizen journalism” o “grassroots journalism”) in cui le notizie sono redatte e diffuse da comuni cittadini che, da destinatari passivi di notizie, diventano protagonisti di una rete sempre più fitta di scambio di informazioni.

Web 2.0 è sinonimo di “user generated content” ovvero di materiale disponibile sul Web prodotto dagli utenti anzichè da agenzie specializzate. Il materiale prodotto e diffuso può spaziare da video digitali a blog, podcast, foto scattate con cellulari, wiki, software opensource e molto altro.

Si tratta di un passaggio epocale in cui si realizza la democratizzazione della conoscenza in base alla quale tutti possono contribuire a costruire o modificare qualcosa, allo stesso livello e con lo stesso potere di altri.

1.2. I “social media”

Per “social media”, o media sociali, intendiamo tutte quelle tecnologie o pratiche online che consentono di condividere esperienze, opinioni, contenuti e informazioni. I media sociali possono assumere forme diverse tra cui testo, immagini, audio e video. I siti che appartengono a questa categoria si servono di strumenti quali: bacheche elettroniche, forum, podcast, bookmark, comunità, wiki, weblog e altri. Il termine “sociale” indica un mezzo di comunicazione che consente e incoraggia la partecipazione attiva dei fruitori alla costruzione, aggiornamento o valutazione dei contenuti. Gli utenti sono invitati a commentare, votare, categorizzare i contenuti presenti su un sito e a condividerli con altri. La socialità favorisce la costituzione di gruppi sociali con gusti, interessi e obiettivi comuni.

A differenza dei media di massa, in cui il contenuto è il frutto di un sistema di produzione industriale di tipo verticale, i media sociali producono il contenuto attraverso un sistema di co-costruzione di tipo orizzontale, in cui gli utenti non sono destinatari passivi, ma hanno la possibilità di interagire e/o di creare nuovi messaggi.

Le caratteristiche che definiscono un medium come sociale sono la presenza di :

  • un contenuto digitale
  • rete neutrale di computer
  • massa critica di utenti

Il contenuto digitale consente di automatizzare molti passaggi necessari alla produzione e distribuzione di oggetti sociali. La rete mette in connessione creatori, distributori e manipolatori di informazioni in modo neutrale ovvero consente la comunicazione tra i vari nodi, a prescindere dal contenuto trasmesso. Gli utenti devono rappresentare una massa critica, cioè superare la soglia quantitativa minima necessaria a produrre un mutamento qualitativo. I media sociali per essere tali devono essere di massa nel senso che devono essere condivisi da una moltitudine di individui non omogenei.

1.3 I principali servizi del Web 2.0

Con l’abbandono del sistema gerarchico amministratore/utente in favore di un sistema interattivo fondato sulla centralità dell’utente, Web 2.0 ha dato una forte spinta allo sviluppo dei media sociali. L’utente è passato dalla semplice consultazione di Web 1.0 alla possibilità di arricchiere la rete con contenuti propri. Web 2.0 è diventato sinonimo di connessione tra utenti che interagiscono attraverso la rete e contribuiscono a migliorarne o modificarne i contenuti. Si tratta di un sistema pubblico e privato allo stesso tempo.

I servizi di maggior successo di Web 2.0 sono: Writely; You Tube; My Space; Wikipedia; Del.icio,us; Secondlife; Odeo; Google reader; Worldpress; Digg

Writely è un editor di testo online che consente di scrivere, formattare e salvare documenti testuali online o sul proprio pc. Offre inoltre la possibilità di avere un indirizzo web personale per ogni documento che lo edita online, permettendo ad altri utenti di visualizzarlo e partecipare alla sua stesura.

Wikipedia è un’enciclopedia online libera, prodotta e continuamente aggiornata e modificata gratuitamente dagli utenti. Il principio che ne ha decretato il successo è quello secondo cui produrre informazioni inesatte non porta beneficio ad alcuno e chi possiede una conoscenza più approfondita su un argomento tende a difenderne la veridicità.

Del.icio.us è una raccolta di links fatta da singoli utenti che costruiscono una directory continuamente aggiornata sulla base di preferenze e orientamenti del momento.

Myspace è uno spazio personale pubblicabile sul quale gli utenti possono condividere informazioni, immagini e riflessioni.

You Tube è un sito per la diffusione e scambio di video. Dispone di un indirizzo di posta elettronica su cui postare commenti sul video.

Digg è un sito su cui vengono pubblicati link sulla base della popolarità ottenuta. Ogni utente è invitato ad inserire dei link associando ad essi metainformazioni . Questi vengono pubblicati sul sito e sono votabili, maggiore sarà quantità di voti e migliore sarà la visibilità del link.

Second Life è un mondo virtuale tridimensionale multi-utente online in cui gli utenti (definiti “residenti”) possono aggiungere e creare nel “mondo virtuale” di Second Life nuovi contenuti grafici: oggetti, fondali, fisionomie dei personaggi, contenuti audiovisivi, ecc. In Second Life gli utenti possono usufruire dei diritti d’autore sugli oggetti che essi creano, che possono essere venduti e scambiati tra i “residenti” utilizzando una moneta virtuale (il Linden Dollar) che può essere convertito in veri dollari americani.

Blog, abbreviazione di weblog, è un luogo virtuale dove è possibile esprimere le proprie opinioni, pubblicare storie, e dare informazioni in maniera autonoma. La struttura è costituita da un programma che consente di creare una pagina web. Si tratta di un sito (web) autonomo dove si tiene traccia dei pensieri (log). Ogni articolo è corredato di un thread in cui i lettori possono scrivere commenti o lasciare messaggi all’autore.

In questo luog si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene links ad altri blog si chiama blogroll.

2. Media tradizionali e social media. Cosa è cambiato?

I media tradizionali si caratterizzano per la scarsa interattività e l’asimmetria comunicativa. Le informazioni vengono trasmesse “da uno a molti”; il messaggio è selezionato e filtrato da un redattore che segue una precisa linea editoriale; il lettore/spettatore non ha possibilità di scegliere o di intervenire sui contenuti.

I social media, invece, sono caratterizzati da un approccio orizzontale “da molti a molti”, in cui gli utenti scelgono le informazioni da creare o diffondere e possono interagire con altri utenti per approfondire, migliorare, criticare quelle informazioni.

Di seguito presentiamo una tabella riepilogativa delle principali differenze tra media tradizionali e social media:

Media Tradizionali Social Media
Attendibilità Brand Individuale
Contribuzione Linea editoriale controllataAutoreferenzialità Libera
Pubblicazione Pianificata In tempo reale
Stile di scrittura Distaccato e lineare Personale
Relazione con il pubblico Indiretta (sondaggi e vendite) Interattiva e partecipativa
Limiti fisici Pagina o durata della trasmissione Non hanno limiti di pagine o di ore

 

Dalla tabella emerge che i social media hanno abbattutto le barriere di accesso alla comunicazione e tutti possono diffondere messaggi o contenuti selezionandoli sulla base delle preferenze personali. Gli utenti determinano l’importanza delle news sostituendosi al processo editoriale. Con i social media è cambiato i modo di “consumare” le informazioni ed è cambiato il pubblico di riferimento:

Le caratteristiche innovative dei social media riguardano soprattutto:

  • il ruolo del cittadino (da fruitore/spettatore a attore)
  • rapidità nella diffusione delle notizie
  • esposizione di contenuti che si basano sull’esperienza e sulle preferenze personali
  • interattività e modificabilità dei contenuti
  • multimedialità
  • trasparenza (non è possibile mentire)
  • persistenza (l’informazione resta sempre presente dopo la pubblicazione)
  • viralità (il messaggio tende a diffondersi senza interruzioni nel tempo)

Queste caratteristiche, di portata rivoluzionaria, hanno messo in ombra i media tradizionali che hanno perso di credibilità. La crescente mole di immagini omologate che le grandi agenzie mondiali dell’informazione producono ogni giorno inibiscono la capacità di approfondire gli argomenti trattati in modo originale. Il mercato editoriale presenta alti indici di concentrazione ed è accusato di autoreferenzialità poichè appare come una rete chiusa che si autoalimenta. Questi aspetti hanno condotto ad una progressiva sfiducia verso i media tradizionali e ad un sempre maggiore successo dei social media.

2.1 I contenuti dei social media

Una recente indagine della fondazione statunitense Project for Excellence in Journalism (Pej) ha messo ha confronto per una settimana, nel giugno scorso, l’agenda dei media tradizionali e quella di alcuni dei siti web 2.0 più popolari in America (Digg; Reddit; Del.icio.us). Dall’analisi sono emersi alcuni dati interessanti

Alcuni risultati:

1. Molte storie tra le più lette dagli utenti non sono apparse su alcuna testata tradizionale di informazione

2. Gli interessi dei lettori sono diversi da quelli dell’editoria tradizionale

3. I media tradizionali tendono a rivisitare per più giorni la stessa storia da diversi punti di vista, mentre i lettori tendono a privilegiare la varietà degli argomenti.

4. I lettori tendono a riaggregare le notizie nello stile del “citizen journalism” piuttosto che seguire l’agenda selezionata dai media tradizionali.

Dallo studio è emerso che il 70% di quanto segnalato e discusso online proveniva da blog o community come YouTube e MySpace, mentre solo il 25% discendeva dai portali delle testate tradizionali. Un altro aspetto significativo è che sebbene Internet rappresenti la globalità per eccellenza, la fruizione dei contenuti su web 2.0 non privilegia i temi transnazionali ma fatti locali, regionali e informazioni pratiche legate alla vita quotidiana. I social media, inoltre, non si focalizzano a lungo su un singolo evento, come avviene per i portali nazionali che riportano per diversi giorni articoli su un singolo avvenimento. Nei social media la notizia più importante non mantiene a lungo la prima posizione ed è facilmente soppiantata da nuove storie.

3. Quali scenari per il futuro?

Questi dati dovrebbero far riflettere sul fatto che mentre i media tradizionali tendono a dare rilevanza a pochi, fondamentali argomenti, nel web 2.0 l’attenzione degli utenti si è concentra su temi di rilevanza locale o su argomenti inerenti la sfera personale.

La conclusione che possiamo trarne è che sebbene i modi di fare informazione siano agli antipodi e temi e contenuti siano molto diversi tra loro, essi non sono destinati a utenze diverse, ma sono piuttosto destinati a integrarsi.

I fruitori delle informazioni sceglieranno di accedere ai mass media per tenersi aggiornati sui temi di maggiore rilevanza mentre faranno uso di blog, community e spazi di aggregazione online per confrontarsi su temi e argomenti lasciati nel cono d’ombra dalla stampa e dai media tradizionali.

I due modelli di fare informazione, apparentemente contrastanti ed eterogenei, sono in realtà complementari nella copertura di temi e contenuti.

Un altro ruolo dei social media è quello di consentire l’approfondimento e la discussione dei temi trattati dai media tradizionali in modo più diretto e personale.

 

 

 

 

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